Associazione per un attivismo matriarcal-femminista

le Campate luogo di donne per donne

Dal 2015 al 2024 Le Campate è stato gestito come un luogo di donne per donne e laboratorio di convivenza matriarcale nella Toscana centrale fra Firenze e Siena. Dalle numerose attività nel 2019 si è creata l’associazione Sciamadonne, con sede a Le Campate. Nel 2024, dopo l’XI edizione della Campeggia Matriarcale (stupenda come sempre!) abbiamo consegnato questo luogo prezioso e magico a 2 successore che apprezzano le sue caratteristiche e accolgono non solo i lavori fatti ma anche una valanga interminabile di trasmissioni e la maggior parte dell’attrezzatura – e ne siamo tutte felici, anche il proprietario del posto, amico oramai e proclamato uomo matriarcale…

In quanto ideatrice e principale mantenitrice del luogo di quest avventura di “luogo di donne per donne”, Sofie ci porta la sua testimonianza:

“Per me sono stati anni di grande ricchezza e grande magia. In questo luogo ho potuto realizzare il sogno di un luogo di donne per donne, un approdo per viandanti, cantanti, tirocinanti, conoscenti della contadinanza o meno, volenterose di avvicinarsi alla Terra e a i suoi lavori, alle tantissime interminabili faccende e competenze che la vita in campagna dona e richiede. E’ stata la sperimentazione di una spiritualità connessa alla Terra che ha determinato lo stare, le ambizioni, le interrelazioni. Le Campate emanano una luce speciale, è un luogo di silenzio e ispirazione; pensare a quante donne sono passate qui – come partecipanti di corsi, cerimonie ed eventi, come wwoofer, come conviventi, amiche, amanti, contrastanti,… – e quanto sia stata importante ciò che hanno potuto vivere e sperimentare qui mi commuove profondamente. Sono immensamente grata per tutto ciò che il luogo ci ha permesso di realizzare, per gli innumerevoli insegnamenti che piano piano, attraversando gli anni, si impiantano nelle mansioni, nelle riflessioni, nelle visioni. Ho imparato tantissimo, ho ricordi bellissimi, vedo, oramai dalla posizione esterna, i grandissimi movimenti che abbiamo fatto, le opere che abbiamo realizzato come un gruppo di donne, un po’ ingenue, un po’ pazzerelle, disponibili a sfacchinare e a lasciare che la dedizione costante fisica, la varietà dei lavori, l’impegno progettuale continuativo e sempre richiedente ci forgasse, ci rendesse resilienti, fuse con lei, la Terra e con uno dei suoi piccoli luoghi magici.”

Abbiamo creato sale (con tanto di muratura, pavimenti in legno, stufe installate, finestre recuperate dai ruderi dei dintorni e opere creative collettive – come ultima dei bellissimi mosaici!), abbiamo reso abitabile e fruibile stalle e ripostigli, abbiamo costruito una legnaia, creato un orto, piantato alberi… abbiamo recuperato e riattivato (questo grazie alla determinazione di EriLuna!) un’antica vasca di raccolta dell’acqua piovana, abbiamo reimpostato un’oliveta (in parte non più curata da anni) in un impegno che guardando da qui mi sembra quasi impossibile, come visione e come sforzo e anche come disponibilità di aiuto.

Guardo con stupore a quante donne hanno dato una mano, hanno contribuito, incoraggiato, sostenuto e ispirato questa sperimentazione, riconoscenti dello sforzo, della gioia, della disponibilità di affrontare difficoltà. E ce n’erano! A livello economico, lavorativo, conviviale… sicuramente tanto è stato possibile all’entusiasmo che ci ha donato il proprietario del posto, garantendo un costante sostegno e una costante disponibilità di dare una mano. Grazie!

In questo luogo si sono create reti, conoscenze, amicizie; si sono creati interconnessioni di movimenti e saperi, trasmissioni non solo delle arti sciamaniche matriarcal-femministe ma anche delle arti della contadinanza: fare l’orto, potare gli olivi, mescolare creme e pozioni, gestire il fuoco (interno e quello nella stufa!) e la legna (tutt’un capitolo a sé!), produrre conserve e pane e biscotti senza glutine, conoscere i segreti della produzione dell’olio d’oliva (“Extra Amazzone”!) e le olive da tavola… grande ricchezza, veramente, che dono!

Tutto questo rimane, in me e in tutte che hanno vissuto e/o sfiorato Le Campate in questi 9 anni e mezzo. Tutto questo si tramanda, in ogni vita che ne ha colto una particella.

E a me e molte ha dimostrato: è possibile. Qualunque sia la visione, realizziamola!

Qui riportiamo la descrizione e le foto dell’esperienza Le Campate – perché ci piace lasciare disponibile questo ricordo, che magari si arricherà con altre testimonianze!

se ne hai e hai piacere che possa essere letto, scrivici: sciamadonne@gmail.com

Ci sentiamo, con grande convinzione e commozione, parte di un’”UNIVERSITA’ DIFFUSA” che abita nei poderi, nei piccoli cerchi, nella pratica, nel confrontarsi e imparare insieme. Questa rivoluzione silente, dolce, sorridente, determinata e istruita prospera in tanti piccoli e grandi luoghi con tutti i corsi e seminari e conferenze e incontri esperienziali, con tutte le cerimonie e la pratica di cura che viene esercitato e trasmesso; al di fuori delle notizie “ufficiali” un sapere altro antico/nuovo ogni giorno è più vissuto, più partecipato, più radicato in sempre più persone.

Sicuramente Le Campate ha avuto varie vicissitudini in questi anni dal 2015, nelle convivenze, negli eventi, nella bellissima rete che ci si è creata intorno. Tante risate, tanto buon cibo e nutrimento, tanta luce. Ma altrettanto abbiamo attraversato momenti un po’ più ostici, difficili da sostenere.

Il desiderio che con questo si evidenzia è quello di una certa stabilità. Di incontrarci con competenze presenti e vissute e la voglia di dedicarsi a questo luogo e lo stile di vita che offre, considerando un luogo (qualsiasi) parte di un organismo vivente e contemplando la traccia sempre più vibrante collettiva di benessere un’ostentato e invincibile posizionamento politico.

La ”Contadinanza”

La Contadinanza è un’attività che richiede lavoro, attenzione, osservazione e ascolto in continuo divenire e sperimentare. Richiede dimestichezza artigianale, conoscenze, programmazione, lungimiranza e intuito mescolato all’esperienza, ma è anche uno stato d’essere, una filosofia, una scelta di vita, un posizionarsi con determinazione dalla parte della Terra.

“Cultivare” la Terra è prendersi cura di sé, è riscoprire di Esserne Parte, è Libertà e impegno improcrastinabile,

è cerimonia e canto, sudore e poesia.

La scelta della Contadinanza è pratica di Resilienza, gioiosa anarchica autonomia connessa, è un umile e costante ri-Equilibrarsi, è Danzare nella Ciclicità, semplicemente…

E così si impara, sempre e senza sosta, a perfezionare la danza nei limiti della materia …e nella sua infinita bellezza.

L’arte della Contadinanza, complessa e variegata, si impara in cicli.

I ritmi sono molteplici, si sovrappongono e interagiscono…, i compiti sempre diversi, le richieste di abilità oscillano fra l’artigianato, la conoscenza teorica della terra e delle piante, delle coltivazioni e delle composizioni chimiche della Terra, fra programmazioni e progettazioni e abilità costante di sistemare, trasformare, adattarsi, inventarsi, fra le manovalanze zen (ripetitive, lente, lunghe…) e gli impegni fisici impegnativi (la raccolta olive per esempio è sempre una bella palestra!).

Gli umori cambiano come il tempo, le attività si prospettano nei respiri estesi delle stagioni e contemporaneamente in corrispondenza alle esigenze – personali, culturali, eventuali – della giornata, del periodo, della voglia, della condizione fisica, del bisogno psichico.

L’Orto

L’orto è stato progettato e viene coltivato ispirandosi ai criteri della permacultura e dell’agricoltura sinergica. Il nostro è un orto-cucina in continua sperimentazione, che si snoda a balze utilizzando il sistema a bancali rialzati. Coltiviamo ortaggi, erbe aromatiche e qualche carciofo a seconda della stagione.

Utilizziamo con goduria la grande ricchezza di “infestanti”, “erbacce”, supernutrienti e gustosi, per nutrirci e arricchire i nostri pasti.

L’Oliveta

L’oliveta occupa una parte importante del terreno del podere Le Campate e conta circa 330 alberi. Dall’inizio ha richiesto un grande intervento di recupero di piante in parte trascurate, ma oramai siamo contente di vedere come il nostro lavoro pluriennale porta i suoi frutti: da metà ottobre a metà novembre siamo impegnate nella raccolta delle olive, a mano, per produrre un olio veramente speciale: l’oramai famoso

OLIO D’OLIVA EXTRA AMAZZONE

de Le Campate!

Abbiamo realizzato diversi CORSI DI POTATURA con Irene Farronato che ci istruisce in un’alternanza teorico-pratica la potatura policonica dell’olivo.

I prodotti delle Campate

Destinato soprattutto all’autoconsumo e la condivisione, a seconda di ciò che la natura ci offre (e le competenze presenti e disponibili) nei vari laboratori da fattucchiera nascono semplici prodotti di marmellate, spezie, tisane ed erbe essiccate, creme, trasformati e s volte, a sorpresa, oggetti di artigianato – e ci sperimentiamo anche con pane, torte e focacce senza glutine!

Permaculturando

Nell’Aprile 2022 abbiamo iniziato i lavori per l’avvio del progetto di raccolta dell’acqua piovana; il primo passo è stato il ripristino di un’antica vasca: attraverso un sistema di canalette raccoglie la pioggia dalla strada di accesso al podere. Il secondo passo è stato l’impianto di 10 cisterne a 1000lt posizionate in vicinanza del laghetto e l’acquisto di una pompa: quando siamo certe che il laghetto si riempierà con le prossime piogge le riempiamo… e ci bastano per innaffiare l’orto, tutto l’anno!

In 2 anni la pesenza di questo laghetto (che mantiene autonomamente l’acqua visto il fondo di pura argilla) e supportato dall’impianto di piante acquatiche si è creata una ricca fauna, meravigliosa, colorata e soprattutto molto udibile: oramai il concerto delle rane accompagna la primavera! Il volo delle libellule disegna vita e ci fa intuire quante specie si sono insediate, in pochissimo tempo, in questo nuovo-antico ecosistema che arricchisce immensamente la vita a Le Campate!

Questo progetto è sostenuto dal bando di Wwoof Italia “Crescono con noi“, a cui esprimiamo la nostra immensa gratitudine!

..ma non finisce qui!

Un anno dopo la realizzazione del laghetto ci avviamo per un ulteriore passo: la FOOD FOREST, chiamato anche PROGETTO AGROFORESTALE:

l’idea di fondo nella creazione di un progetto agroforestale è l’osservazione e l’imitazione dell’ecosistema dei boschi e delle foreste – guardando la diversità delle funzioni, delle altezze, dell’ombreggiatura e del portamento delle piante che vi abitano – per creare un “orto forestale” che con il tempo dà frutti senza ulteriore impegno umano. In natura non c’è un susino senza un biancospino, o un corbezzolo senza una quercia; la diversità e la spontaneità di connessioni già presenti in un territorio vanno integrate per creare un sistema resiliente, capace di durare nel tempo senza ulteriori interventi umani.

Ed è proprio questo quel che abbiamo realizzato nel novembre del 2023: in un bellissimo lavoro collettivo abbiamo piantato ciliegi, ginestre, pioppi, meli e peri, lavande, giuggioli e albicocchi. Abbiamo seminato fiori ed erbe e impiantato un bel recinto per proteggere l’impianto. 

Manuela e Denia del progetto permaculturale l’Asino e la Luna  ci hanno istruite, guidate, supervisionate e accompagnate in questo primo corso di permacultura in Italia per sole donne:

l’inizio di un filo rosso che già sta fiorendo su nuove sponde e con nuove avventure!

Siamo orgogliose di tutto ciò che abbiamo potuto vivere a Le Campate e felice di lasciarlo a chi ha preso in mano questa barca!

Grazie a tutte, grazie al TuttoNiente!